top of page

La mia vita in un secondo

  • Foto del escritor: Sara Michelle Delpiano
    Sara Michelle Delpiano
  • 6 ene 2025
  • 3 Min. de lectura

Actualizado: 19 ene 2025



E siamo nel 2025.


Inizia così questo racconto, il primo di una serie di brevi storie autobiografiche con un tocco romanzato che aiuta ad alleggerire il tutto.

Dato che la scrittura lo permette, facciamo un salto indietro a settembre 2019, precisamente al 26 settembre.

Quel giorno mi alzai senza troppi impegni di sorta, era un mercoledì nel bel mezzo della settimana e decisi di fare un fuori programma. Quindi presi la mia borsa ed andai dal parrucchiere in plaza Callao presso El Corte Inglés. Amavo andare in quel negozio perché si trovava all'ultimo piano di un alto edificio e da lì c’era una vista meravigliosa della ciudad di Madrid. Sono sempre stata fissata con l'estetica dei luoghi che dovevano avere un nonsoché di nostalgico misto a malinconico. E per inciso, è ancora così oggi.

Ma torniamo al nostro racconto.

Una volta giunta all’ingresso, guardai il mio parrucchiere di fiducia José e gli dissi “ha llegado la hora”, lui mi guardò e disse compiaciuto "siéntate y cierra los ojos” e così feci. In fondo, andare in quel luogo era come un rito per me, un momento tutto mio, del mio self-care e me lo volevo gustare appieno.


Passarono diversi minuti, ma nella mia testa ricordo solo che c'erano mille pensieri come se fosse un fitto viaggio nel tempo: volevo guardare, ma non volevo in alcun modo rovinarmi la sorpresa.

Quando l'orologio si fermò, aprii gli occhi, guardai per terra e vidi che i miei capelli giacevano lì: avevo tagliato tutto, comprese le lunghe ciocche schiarite dal mare e tristemente rovinate dal vento, dimostrazione e risultato di un’estate molto impegnativa. Mi guardai allo specchio, sorrisi orgogliosa e sentì quella sensazione di leggerezza, come se mi fossi tolta un peso di dosso; quei capelli non mi appartenevano più e quelle ciocche bionde non mi rappresentavano, volevo essere più leggera, naturale e frizzante. Soddisfatta ed attonita allo stesso tempo, feci l’occhiolino al parrucchiere, mi alzai dalla sedia e andai a pagare.

Sento ancora quella sensazione come se quell'attimo fosse appena accaduto: ricordo che uscita dal negozio camminavo con i piedi ben piantati a terra, provavo una certo agio e sicurezza. Mi sentivo addosso una libertà sconfinata e non avevo dubbi sul fatto che quel taglio fosse stata la scelta giusta in un momento di vita molto particolare. 

Per lunghi giorni lo specchio era diventato mio amico ed alleato, insieme alla comodità di farsi una doccia anche lastminute ed avere sempre i capelli performanti e lucenti. Mi sentivo sbarazzina, attraente, socievole più del solito e allo stesso tempo tremendamente sul pezzo: era tutto sotto controllo, o almeno così sembrava fino a quel momento.


Passarono alcuni mesi, arrivò l’inverno ed iniziai ad accusare degli insoliti fastidi al collo per via del taglio radicale e al quale non ero abituata; con questa incomodità arrivarono anche i primi dubbi sul da farsi ed iniziai a non sopportare più il fatto che dovevo essere ogni mese dal parrucchiere. La crescita era lenta e cadenzata da rintocchi che non andavano affatto assieme al ritmo che aveva preso la mia vita, all'epoca molto veloce, piena di lavoro, viaggi e da oltre un paio di anni, "committata" alla carriera da libera professionista che non mi permetteva di arenarmi in questo banale dettaglio estetico. Ma ormai ero incastrata, non riuscivo più ad uscire dall’ossessione del taglio: ero diventata schiava della mia apparente libertà.


Questo assaggio di autodeterminazione mi aveva in qualche modo reso succube di me stessa, ed era il paradosso perché io volevo sentirmi libera e sicura, ma non mi piaceva più.


Il tempo passava ed io non volevo più vedere quel maledetto specchio perché il processo era troppo lento ed io volevo andare più veloce; ero impaziente, in ansia e stufa. Fino a che non decisi di fare un respiro profondo e di far passare i minuti, poi le ore, poi i giorni e i capelli tornarono lunghi; ed io non me ne ero resa conto che in un attimo eravamo già nel 2025, in un freddo ed uggioso gennaio d'inizio d'anno nuovo. Autrice, Sara Michelle Delpiano



 
 
 

Comentarios


Publicar: Blog2_Post

Formulario de suscripción

¡Gracias por tu mensaje!

©2020 por e-motionplot. Creada con Wix.com

bottom of page